scritto da Gavri il domenica, 16 marzo 2008,20:59
Svolgimento
Mereu è un mio amico. Nei giorni in cui mi sento un po' giù, quando non so che fare, quando ho voglia di ridere, chiamo Mereu per andare a fare shopping. Di Mereu mi piace la sua ironia ficcante. Mereu ha i capelli rossi. Sabato pomeriggio corrente mese siamo andati a fare shopping. Non abbiamo comprato niente. Io gli ho detto a Mereu che non volevo comprare niente, ma che volevo andare a fare shopping con lui per ridere un po'. Mereu mi fa ridere.
La peculiarità del Mereu è l'ironia. Mereu nutre profondo rancore per le istituzioni che sfruttano l'immagine fantascentifica, o quasi, di un soggetto, per accaparrarsi la simpatia della gente, per raggiungere scopi di lucro tramite questo metodo illusorio, per promettere utopia per ricavarne denaro. Mereu odia la Chiesa. E odia anche la chiesa.
Sabato pomeriggio siamo andati dal nostro amico napoletano del negozio della Alcott. Il vestiario, pur non di ottima qualità, è accettabile. Il nostro amico napoletano non è accettabile. Mereu ed io non abbiamo amici napoletani. Il nostro amico che non è un nostro amico, di cui sopra, è rompiballe. Tenta di vendere assolutamente il suo vestiario, anche lui napoletano, credo, smerciandolo per pochi soldi e per ottima qualità.
Tempo fa, ero andato alla Alcott senza Mereu per comprare una camicia vista in vetrina col prezzo esposto di 19 euro. Dopo averla misurata, ero propenso al suo acquisto. Non credo di aver impiegato due anni per misurarla, non lo ricordo bene a dire il vero, però il prezzo esposto, in quel lasso di tempo, era lievitato a 30 euro. Il proprietario della Alcott è napoletano. Non sono mai più entrato a comprare qualcosa alla Alcott.
Alla Alcott ci vado solo con Mereu per ridere. Alla Alcott, il proprietario, vuole farti misurare il suo vestiario a forza, chiedendoti se la tua misura è M o L, e che il capo che ha lui in mano "te shta proprie ben' ". Quando Mereu si scoccia risponde in Sardo che fa ridere e io rido. Il napoletano non capisce e chiede "che ha dette?" e Mereu gli fa una bella rima in Sardo che fa ridere. E io rido.
Andati via dal napoletano, senza comprare niente, siamo passati affianco ai venditori ambulanti di fiori.
I venditori ambulanti di fiori, quando passi, ti salutano e ti chiedono se ti servono fiori. Pur non essendo napoletani.
Ma sabato pomeriggio, quando ci siamo passati davanti, non ci hanno chiesto se ci servivano fiori, bensì ci hanno salutato e una ragazza, puntando col dito la sua collega, ci ha detto che, se volevamo, lei era libera.
Mereu ha risposto: "perchè, è uscita con l'indulto?"
Mereu è un mio amico.
Mereu mi fa proprio ridere.
scritto da Gavri il mercoledì, 12 marzo 2008,22:11
Leonora è un personaggio. Leonora è una pecora. Leonora è un personaggio di un film. Leonora nel film non si vede. Leonora ha la colpa di essere una pecora. Leonora fa scattare una faida importante per un film importante. Leonora, se fosse stata clonata, non sarebbe stata Leonora. Leonora, se fosse stata clonata, sarebbe stata una delle tante Leonore. Leonora, nel 1939, non si poteva clonare. Leonora, a mio parere, non si può clonare nemmeno ora (2008). Perchè Leonora è unica. Leonora E'Leonora. Unica.
scritto da Gavri il martedì, 11 marzo 2008,23:15
Quando decidi di andare a vedere un film, senza che te lo chieda nessuno, un film di cui hai sentito parlare ottimamente, un film che nasce in Sardegna, un film sulla Sardegna, un Film, nessuno ti può distogliere dal farlo. E nessuno mi ha distolto. Anzi, mi ci hanno accompagnato, due amici, ma, non fosse per la loro curiosità di vederlo (e rivederlo, nel caso di Mereu), ci sarei anche andato solo.
Mi ci hanno accompagnato loro, Ale e Mereu. Due amici. Due di cui ti puoi fidare alla grande. Due sardi di Sardégna. Non di Sardègna.
Sarà la loro compagnia. Sarà la presentazione del Mereu regista prima della proiezione. Sarà la sala quasi piena. Sarà il mito balente Zuanne Malune. Sarà l'ottima sceneggiatura e l'ottima interpretazione di attori non professionisti. Sarà anche l'ottima fotografia in gran parte delle scene. Sarà, infine, la felicità di vedere nei titoli di coda, fra gli aiutanti regista, il nome MATTEO INCOLLU.
Sarà... ma a me il film è piaciuto tantissimo.
Voto 10.
scritto da Gavri il martedì, 11 marzo 2008,08:48
Ieri, alle cinque del pomeriggio, avevo la lezione di filosofia di base. La professoressa ci ha fatto un excursus storico dal VI secolo A.C. ad oggi, includendo tutte le pietre miliari della materia, i grandi che ne hanno segnato la storia. Da Talete ad Anassimandro. Da Platone ad Aristotele. Da Cartesio a Galileo. Da Kant ad Hegel. Da Husserl a Popper a Bergson. Senza dimenticare Socrate.
Ieri, alle cinque del pomeriggio, ho imparato che la filosofia è nata nel VI secolo A.C.
Ieri, alle cinque del pomeriggio, mi sono posto una grande domanda.
Prima del VI secolo A.C., quando la filosofia ancora non era nata, la gente come chiamava il suo ragionare sulla vita?
Prima che venga dato un nome alle cose, non ci rendiamo conto dell'esistenza delle cose stesse.
Una volta dato un nome alle cose, queste diventano categorie, e i nostri pensieri ci vertono per imposizione.
I grandi filosofi, sono esistiti tutti prima del VI secolo A.C.
Nessuno mi può dare torto.
Campagna pubblicitaria contro il nome alle cose.
scritto da Gavri il lunedì, 10 marzo 2008,10:24
Il calcetto è uno sport molto bello. Il calcetto è uno sport assai faticoso. Il calcetto si gioca in 5 persone che corrono dietro ad un pallone. Si potrebbe dire che è una sorta di calcio ridotto? Non è così. Sono due sport totalmente diversi, pur condividendo lo stesso scopo. Chi gioca a calcetto come a calcio, è un giocatore di calcetto fallito. Ho tanti amici che giocano a calcetto come a calcio, e sono giocatori di calcetto falliti. A calcetto la palla si passa molto più velocemente che a calcio, e ci si deve muovere molto di più che a calcio. Il calcetto mi piace più del calcio. C'è un paradosso. A calcio mi pagano per giocare. A calcetto pago io per giocare.
Il più delle volte, per fare ciò che piace veramente, bisogna pagare.
Partita di calcetto al Ferroviario = 3,80 €.
Partita di calcetto allo Sporting = 5 €.
Partita di calcetto alla Sacra Famiglia = 2,50 €.
Partita di calcetto al Country Club, con conseguente distorsione alla caviglia, perchè non ho passato velocemente la palla = non ha prezzo.
Ci sono cose che non si possono comprare. Per tutto il resto, c'è Mastercard.
scritto da Gavri il domenica, 09 marzo 2008,22:44
La Frassati è la squadra in cui credo. La Frassati vincerà il campionato, perchè la Frassati vince sempre. La Frassati oggi ha vinto 5 a 1 meritatamente. La Frassati, quando vince, merita sempre. La Frassati mi ha, ed io ho il suo centrocampo. La Frassati è contenta. La Frassati, domenica 16 marzo, affronta la terza in classifica. La Frassati, domenica 16 marzo, vince contro la terza in classifica. La Frassati, domenica 16 marzo, balza in testa alla classifica, perchè la prima osserva il turno di riposo.
La Frassati è la squadra più forte.

scritto da Gavri il domenica, 09 marzo 2008,10:53
scritto da Gavri il domenica, 09 marzo 2008,10:24

Quando due amiche ti chiedono di andare al cinema con loro, e tu gli fai: a vedere che? e loro ti rispondono contente: "Grande, grosso e verdone..." e tu gli rispondi: si, certo, anch'io ho voglia di fare qualcosa stanotte, di interessante però..., ma poi ti lasci abbindolare dal loro savoir-faire, dal fatto che comunque vuoi bene a loro quanto ne hai voluto al Carletto di "Bianco, rosso e verdone", dal fatto che stare a casa da solo in giornate cupe è peggio che stare in mezzo alla sala di un cinema, è chiaro che poi cedi e rispondi un convintissimo si! Ebbene... stasera del film ricorderò solamente un ammasso di risate fuori luogo per battute fuori luogo, di gente che, al sabato, preferisce prendere sotto braccio la tralasciata mogliettina che puzza di una settimana di mastrolindo e vetril, portarla con se per far finta che va al cinema con lei per piacere, e non per farla contenta, come lei pensa, mentre nuvoloni di profumo li seguono attoniti e monotoni, come loro, e gli siedono accanto infastidendo le mie narici quanto lo va facendo il saccente Callisto (non più Furio) con le mie orecchie, piuttosto che starsene tranquilli e beati a casa, magari a noleggiarsi un bel Woody Allen o un Joel Coen, e starsene abbracciati per tutto il tempo quanto non lo sono stati durante la settimana, e non ridere perché Roberto Farnesi tenta un rapporto a tre con un ex della primavera romanista e Claudia Gerini, ma magari a commuoversi per la morte di un mago che si schianta inspiegabilmente con una smart. Differenze sostanziali tra me e gli ammogliati per hobby di cui sopra non ce ne sono tantissime. Anch'io ho donato 6,5 euro al botteghino. Anch'io, se volete, sono abitudinario, perché ogni giorno che passa mi sento sempre più attaccato alle mie due amiche. Ma la mia via di fuga non risulta essere di certo la rimpatriata a casa e lo stare nello stesso letto, per anni, senza mai essersi guardati veramente negli occhi, come gli ammogliati per hobby di cui sopra. O come, se volete, Verdone e la Gerini, che non riescono più a fare sesso da svariati mesi. O come, se volete, la maggior parte della produzione del cinema italiano, che fa film solamente da botteghino.
Io la mia via di fuga ce l'ho. E mi piace tanto. Si, il Grande Lebowski mi piace davvero tanto.